Cori
indirizzo

Provincia di Latina
Abitanti: 10.604
Superficie: 86,01 kmq
Altitudine: 398 m s.l.m.
Denominazione abitanti: Coresi
Festa patronale: Santa Oliva

La cittadina di Cori si compone di due nuclei, Cori “a monte” (posta a 398 metri s.l.m.) e Cori “a valle” (situata a 220 m s.l.m.), entrambi posti sulla dorsale di una delle alture dei pre-Lepini.
L’interno del centro storico si caratterizza per la presenza di portali monumentali, affiancati ad edifici contraddistinti dalla sovrapposizione di strutture di epoche diverse (romana, medievale e moderna).
L’organismo urbano è marcatamente segnato da una posizione tale da garantire anticamente il centro dagli attacchi, quasi un ordine gerarchico di difesa. Infatti la città è costruita quasi concentricamente attorno al colle, dalla base di Porta Romana al vertice dell’Acropoli.
Su questo impianto ha inciso molto l’epoca medievale con il suo ricco tessuto edilizio che ancora oggi caratterizza l’abitato e con i numerosi edifici e monumenti eretti in questo periodo.
Le origini di Cori sono avvolte nella leggenda troiana: Dardano avrebbe fondata la cittadina e Corace ne avrebbe dato il nome.
Ma la sua presenza storica si evince dal secolo VII a.C.: essa già faceva parte della Lega delle Ferie Latine con sede sui monti Albani.
Durante questo periodo di espansione dei Volsci, che ebbero a capitali Privernum e Velitrae, i Romani dedussero sui Lepini proprie colonie (tra cui Cora, Norba e Signia).
Durante la guerra tra Mario e Silla, la cittadina di Cori parteggiò per Silla, per cui fu devastata dalle milizie mariane; ma successivamente alla sua vittoria, Silla diede una serie di importanti monumenti architettonici che ancor oggi destano meraviglia.
Data la sua lontananza dalle più frequentate vie di comunicazione, già durante la caduta dell’Impero Romano e le successive ondate barbariche di Totila, Vitige e Genserico, la popolazione fu decimata fino ai saccheggi dei Saraceni nell’anno 846, per cui essa andò gradatamente perdendo di importanza. Altre distruzioni avvennero nell’anno 1167 ad opera di Federico Barbarossa. Ma l’avvicendamento politico avvenne allorchè papa Innocenzo IIII dette Cori in vicariato alla famiglia degli Annibaldi, che la tennero fino all’anno 1234. Dopo di che papa Gregorio IX la ritenne castellania della Chiesa di Roma, alle sue dirette dipendenze.
Malgrado la nuova importanza politica acquisita, essa nel secolo XIV aggredì e distrusse a più riprese il castello di Collemezzo, nei pressi di Montelanico, tanto da incorrere nella scomunica papale.
La fedeltà a tutta prova dei Coresi per la Roma dei papi (offriranno la statua della dea Minerva, oggi in Campidoglio) procurò loro il privilegio di fregiarsi sul gonfalone del motto: S.P.Q.R.
Nel corso dei secoli Cori dette i natali a personaggi celebri, tra cui: Sante Laurienti (1597-1656) autore del poemetto il “Corace” e della “Historia Corana”; san Tommaso da Cori (1655-1729) riformatore francescano e fondatore dei “ritiri”; il dotto cardinale Girolamo Veralli (1500-1555) che ordinò sacerdote Ignazio di Loyola; Paolo Emilio Veralli (1502-1577) autore delle “Decisiones aureae” sul diritto canonico; Antonio Ricchi autore della “Reggia dei Volsci” ed infine Alessandro Marchetti (1884-1966) ingegnere e progettista dei famosi aerei SM 55 e SM 79 (i Savoia-Marchetti).

indirizzo 06966171
indirizzo info@comune.cori.lt.it
indirizzo http://www.comune.cori.lt.it/home.html

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