Ruderi Abbazia di Valvisciolo
indirizzo Chiesa
indirizzo Ruderi Abbazia di Valvisciolo, Carpineto Romano
indirizzo

Nei documenti di donazione dell'anno 1247 essa viene chiamata abbazia di santo Stefano di Valle Roscina, ed anche Malvisciolo o Valvisciolo (o Valvisciolo vecchia). Si arriva da Carpineto con una strada aperta per la condotta dell’acqua della Fota, sita nei suoi pressi, o percorrendo tutta la valle della Fota iniziando dalla biforcazione della novella Valvisciolo sermonetana con la valle di Bassiano. Costruita da tre fondatori laici (Matteo, "miles" di Carpineto, Matteo di Norma ed Erasmo di Bassiano), fu abitata per breve tempo dai padri Cistercensi, che ebbero in dote beni mobili (tra cui una campana fusa in Carpineto da mastro Rainerio, oggi nella chiesa Collegiata carpinetana) ed un vasto territorio tra le comunità di Carpineto, Bassiano e Norma.
Secondo tradizione, i Cistercensi abbandonarono Valvisciolo agli inizi del secolo XIV, unendosi ai confratelli dell’abbazia sermonetana nel nome e nei beni. Il territorio abbaziale di Valvisciolo divenne così motivo di conflitto secolare tra le tre comunità lepine.
Oggi, dell’abbazia carpinetana, detta anche Valvisciolo vecchia, rimangono i ruderi di un campanile, porzione della mura abbaziali e della chiesa in onore di santo Stefano martire. Vi si scorgono i gradini citati nell’atto di donazione del secolo XIII.
Nei pressi è stata riattivata una delle piscine piscatorie, in cui i frati, che non potevano nutrirsi di carne, allevavano pesci; più in basso, tracce dell’antica condotta di acqua della Fota, di epoca romana, che conduce l’acqua della Fota nell’antica Norba oltre che nei pressi dell'abbazia.