Palazzo Baronale Doria Pamphili
indirizzo Palazzo Storico
indirizzo Piazza Risorgimento, Roccagorga
indirizzo

Il Palazzo baronale oggi è composto da due corpi di fabbrica separati e da una sorta di maschio campanile, sormontato da un orologio.
Ospita le sedi dell’Etnomuseo dei Monti Lepini, della Biblioteca comunale, dell’Ostello e abitazioni private.
Tutta la facciata del Palazzo baronale fu restaurata intorno al 2000, soprattutto il campanile a cui fu ridato il suo colore originale rovinato dagli anni.
Analizzando proprio nel particolare il campanile, notiamo che l’orologio è ancora quello del 1950, caratterizzato dagli antichi numeri romani, con l’unica differenza che dopo il restauro venne riaccentuata in modo particolare la cornice a facce a rilievo tondeggiante che lo circonda, per richiamare appunto la muratura sempre a facce a rilevo che costituisce il campanile. All’estremità superiore del campanile è posta una struttura piramidale in ferro al cui interno troviamo una piccola campana sempre in ferro che a fine anni 90 suonava ogni 15 minuti, ora invece suona allo scattare di ogni singola ora; inoltre all’apice di questa struttura troviamo una banderuola.

OPERE CONSERVATE:
SCALINATA
(AUTORE:? DATAZIONE:XIII SEC.)
Gradevole veduta di una delle bellissime scalinate del Palazzo baronale posta all’esterno dell’entrata principale della struttura; composta interamente da pietra calcarea.

PORTONE - ENTRATA PRINCIPALE
(AUTORE:? DATAZIONE:XIII SEC.)
Entrata principale dove si nota un maestoso portone in castagno, e lateralmente sono affisse le tabelle dell’etnomuseo e dell’ostello.

PORTONE - STEMMA
(AUTORE:FAM. DORIA PANPHILI DATAZIONE:1811)
Stemma araldico in pietra a tuttotondo posto sul portale dell’ingresso, nel 1811, dai Doria Pamphilj. Da osservare con particolare attenzione i suggestivi dettagli dello stemma.

CORTILE INTERNO
(AUTORE: ? DATAZIONE: ?)
Oltrepassato il corridoio dove si trova la biblioteca, si giunge al cortile interno nel quale si entra attraverso tre aperture ad arco. Qui si trovano alberi, piante, e soprattutto l’entrata del palazzo che ha al suo interno l’Etnomuseo, l’Ostello ed anche alcune abitazioni private.